mercoledì 22 maggio 2013

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The Gossim Secret Dreams - La nuova impiegata 01


Capitolo 1 (Tratto del libro Una vita di sogni)
La nuova impiegata

Il novembre londinese non era il mese più adatto per dare la serenità, ma le circostanza che oscuravano il volto di James Princeton, il titolare della fabbrica di compensati di cartone e di legno più importante di Londra, non avevano nulla a che fare con il cielo brumoso e con lo smog che il vento non riusciva a spazzare.
Il giorno precedente non aveva potuto partecipare alla caccia alla volpe, perché sua madre aveva preteso che l'accompagnasse alla sfilata del Lord Mayor. Mancare fra le personalità del seguito, dietro la carrozza d'oro, le sarebbe parso un rinunciare ai suoi privilegi ; poi la partita di cricket, che era stata organizzata nel pomeriggio dal suo club "The Yorker" non lo avrebbe visto tra i partecipanti perché il suo amministratore-direttore-factotum esigeva che fosse presente alle nuove assunzioni e che rivedesse lo stato giuridico del personale uscente fra gli operai e gli impiegati, che leggesse e approvasse (o criticasse) la relazione che doveva essere presentata al consiglio d'amministrazione nella seduta di fine mese.


- Ma Edward! Se avessi voluto dirigerla da me la fabbrica non ti avrei chiamato qui! Hai fatto sempre tu, in questi anni, io sono felice di lasciarti fare tutto quello che...
- Smettila, James! Sono sei anni che dirigo io la fabbrica e tu ne hai solo i vantaggi e il denaro ; l'ho detto anche alla zia, ieri, è bene che tu legga almeno le carte che firmi
- Ma io mi fido di te! In questi anni non ho letto nulla ed è andato tutto benissimo!
- Ma la fabbrica si è ingrandita. Ha assorbito anche i compensati di cartone del vecchio zio Princeton...
- Non capisco, Edward. Il solo che ami il lavoro, in famiglia... sei tu. Mio fratello viaggia, non si sa mai dove sia ; io sono troppo occupato fra la caccia, il cricket e i cavalli per poter trovare il tempo di venire qui a respirare l'aria della operosità umana. Questo stabilimento mi piace solo alle cinque, quando vanno tutti a prendere il tè. Eppure il vecchio zio Princeton ha preferito lasciare la sua fabbrica a me, perchè la fondessi con questa... ti giuro che avrei preferito lasciarla a te, nei suoi panni.
-  è logico, però. Gli interessava il nome. Io sono il figlio di un fratello di tua madre, non porto il vostro nome.
La fabbrica avrebbe cambiato la sua ragione sociale. Ma ho avuto l'impressione che la zia creda che io ti voglia scavare il terreno sotto i piedi, che voglia metterti del tutto da parte e poiché questo non è vero...
- Ma non farci caso! Tornerò a ripeterle che sono io che ti lascio carta bianca. Mi sei più vicino tu che mio fratello e mi sentirei perduto se volessi lasciarmi... Quando la ditta Soumpsen ti ho fatto quella proposta...
- Non temere. Io non ho possedimenti e terre e allevamenti di cavalli, che mi permettano, ad onte delle tasse, di vivere solo per lo sport. Devo lavorare, ma lavorare qui mi piace... anche perché sopra di me non ho che un cugino che si disinteressa di tutto...


James lo guardò sorniene e l'altro ne fu imbarazzato

- Dilla tutta fino in fondo la verità, Edward!
- Beh, sì, c'è anche un mio sogno... ma questo non...
-... ma questo sì, che spiega tutto. E non ho nulla da opporvi. E' bene che vi sia caduto il discorso, io non avrei trovato mai l'occasione di dirtelo. Tu aspetti il momento della necessario variazione di capitale per proporti come socio e allora la ragione sociale cambierebbe a tuo vantaggio. 
- Non mi pare che ci sia nulla di male in questo! In fondo se non ci fossi io...
-Non inalberarti! Sono con te. Non farne trapelare nulla a mia madre fino al momento opportune : l'ultimo.
Poi ti appoggerò. Mi sembra più che giusto che il nome sia anche il tuo, poiché il lavoro è tutto tuo.
- Grazie. Non mi aspettavo un'alleanza così facile. Sei generoso.
-Sono giusto, e non sono poi lo sciocco che tu credi. Se qui dovessimo lavorare in due sorgerebbero conflitti inevitabili e io sono troppo pigro. E ora, perché non te la sbrighi tu con queste persone? Io non me la sento di stare a discutere con i sindacati : quella gente la disprezzo.
- Almeno a una seduta sarai presente anche tu e sentirai le loro ragioni : minacciano uno sciopero e in questo momento ci danneggerebbero moltissimo. Ora vammi a ricevere la nuova stenodattilografa, pare che sia brutta e vecchia, ma a te non importa, se un puro, tu, ami solo i cani e i cavallo!
James guardo la figura alta, elegante  del cugino, i suoi capelli  biondi e il suo viso severe dal profilo puro, quasi grego, asciutto, illuminato da due occhi grigi che sapevano sorridere e comandare
-Tu devi piacere molto alle donne...


- Non ho tempo per pensarci : tu sì che potresti dedicarti alla loro conquista.
- Non ne ho voglia. Non m'interessano, proprio. Mi commuove di più un cavallo tutto teso nello sforzo di raggiungere il traguardo... Però, se questa che mi mandi a ricevere, fosse giovane e carina... tu capisci, dal lato estetico, sarebbe più piacevole.
- Ma dal punto di vista del rendimento, no. E ora vai, ho da fare, io. Quando avrai controllato le sue carte mandala da Swoods che le dia le istruzioni. 

E Edward Selford volse le spalle al cugino  per non ridere della sua faccia furiosa.
Borbottando dentro di sè come una vecchia locomotiva in salita, James Princeton si avviò verso la sala d'aspetto.  
Passando lungo le vetrate del grande corridoio guardò appena fuori e quello che vide non lo ressenerò affatto.  Il vento spazzava via la nebbia, ci sarebbe stato uno di quei bei pomeriggi rari a Londra, e sprecarlo per una seduta con i dirigenti sindacali... Scostò il fattorino che voleva annunciarlo ed entrò di volata... per arrestarsi sulla soglia.
Questo proprio non se lo aspettava. La donna non giovane e non bella, con parecchi anni di pratica... quella lì? 
  
Questa è la 1 puntata! Chi sarà la nuova impiegata misteriosa? 




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